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30 gennaio 2009

ATTO SESTO - LA PRIMA UDIENZA DA GIUDICE DI PACE FILIPPO SANTARELLA - estorsione del denato in cambio del ritiro della querela

28/02/2008

ASSISTENTE SOCIALE DEL COMUNE DI SESTA GODANO LA MIANO SILVIA ESTORCE IL DENARO IN CAMBIO DEL RITIRO DELLA QUERELA E GIUDICE FILIPPO SANTARELLA SE NE FREGA DELLA LEGGE E NON LO IMPEDISCE

Art. 152 comma 4 Codice Penale: la remissione della querela non può essere sottoposta sotto termini o condizioni. Nell’atto di remissione può essere fatta rinuncia al diritto alle restituizioni e al risarcimento del danno.

E’ stato fatto un vero mercato su questa udienza! La Miano Silvia e le sue due compagne non si erano presentate, c’erano solo 2 avvocati della Miano (interessante, li paga la Miano da sola o spende i soldi del comune o dello Stato?). Abbiamo scoperto che la Corso e La Gargano hanno ritirato la querela per poter testimoniare per la Miano – in quanto le donne hanno dichiarato il falso, non hanno potuto trovare alcun testimone, nessuno era disposto a mentire … quindi si sono arrangiati trasformandosi dalle querelanti in testimoni. Ma si può? Quanto è affidabile la testimonianza del genere?Gli avvocati della Miano hanno annunciato che la Miano ritira la querela solo in cambio di denaro. In più del denaro la Miano ha chiesto le lettere delle scuse per gli insulti inventati da lei stessa!

L’avvocato Bracco Debora a me assegnato d’ufficio ha fatto tanti tentativi per convincermi di pagare il denaro estorso dalla calunniatrice e di scrivere la lettera delle scuse per parole mai dette. Io sono stata ferma sul fatto di non avere commesso alcun reato, di essere stata sempre rispettosa della legge, di non essere disposta di pagare le somme estorse per il ritiro della querela-calunnia in quanto la legge italiana prevede che il ritiro della querela deve essere incondizionato e non in cambio di pagamento di denaro e delle lettere delle scuse per i reati non commessi. Ero disposta ad accettare il ritiro della querela incondizionato, così come lo prevede la legge. E non avevo paura del processo in quanto non ho commesso alcun reato, infatti non sono stata neanche identificata dai carabinieri in quanto totalmente estranea ai fatti, a differenza dagli altri coimputati.

Delle persone calunniate erano presenti solo io, mio ex marito e sig. G.M.. Loro si sono resi disponibili di pagare le somme richieste, pur di eliminare il fastidio del processo, sottolineando la loro innocenza. Mio ex marito era disposto di scrivere anche la lettere con le "scuse" (più tardi, ridendo, mi aveva detto che con tanto dispiacere ha perso quest'occasione in quanto desiderava elencare tutti i reati commesse dalla donna in forma delle scuse e di mandare questa lettera alla stampa). Sig. G.M. si era rifutato categoricamente di scrivere la lettera delle scuse, in quanto non aveva commesso alcun reato. Gli altri calunniati non c'erano e non è stato possibile sapere cosa pensano loro su una tale "offerta". Gli avvocati della Miano si erano rifiutati di accettare la disponibilità del sig. G.M. e di mio ex marito e hanno pompesamente annunciato che la Miano voleva il denaro e le scuse da tutti, o tutti o niente.

Mio ex marito è semiparalizzato, il giudice lo ha visto come lo hanno visto tutti, però non aveva ripreso la Miano per l'estorsione del denaro da un invalido fisico. Il mio ex marito ha avuto la paralisi a causa di vita senza tetto dopo l'occupazione dell'abitazione dai banditi, in quanto la Miano stessa gli ha negato l'accesso a qualsiasi tipo di serizi previsti dallo Stato italiano alle vittime della criminalità – anche se è cittadino italiano. La vita sulla strada lascia sempre danni.

Si aspettava che il giudice con tutta la dignità che dovrebbe avere un giudice, avrebbe ordinato alla Miano di fornire al mio ex marito tutti i servizi previsti per i casi del genere e che avrebbe offerto alla Miano di non estorcere il denaro da lui, in quanto già nelle difficoltà estreme. Però lo si aspettava invano... Il giudice faveva il mercato con la bravura dei venditori, fregandosi della legge e invitando insistemente gli innocenti di autoincolparsi del reato mai commesso e di regalare alla Miano il denaro che voleva avere.

E’ stato molto deludente e ha fatto venire i sentimenti sgradevoli, che il giudice non ha ricordato agli avvocati della Miano che la legge prevede che il ritiro della querela deve essere incondizionato senza estorsione del denaro o delle lettere di scuse per reati non commessi. E’ molto brutto quando un giudice non osserva la legge e non la applica.

Chi mi spiega perché il giudice non ha chiesto di osservare la legge e ha accettato le pretese contrarie alla legge degli avvocati della Miano Silvia? Ma la legge allora a cosa serve?