07 maggio 2011
33. BREVE PRESENTAZIONE DEL CASO
PROCEDIMENTO: N.6403/03 Genova
Tutti i nomi indicati nei testi sono stati pubblicati in corrispondenza con il Codice della Privacy, in particolare Art. 24 Lett. A, C; Art. 67 p.1 Lett. A; Art. 71 p.1 Lett.B; Art. 73 p.1 Lett. C, A, E - in quanto si tratta del materiale di rilevante interesse pubblico nell'ambito di violazione dei diritti e delle libertà fondamentali, anche quelli dei minori, nonché di riparazione degli errori e delle omissioni giudiziari
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MAGISTRATI COINVOLTI CHE HANNO VIOLATO LA LEGGE E SONO STATI QUERELATI:
Filippo Santarella - giudice di pace di Genova,
Giuseppe Dagnino - giudice monocratico in funzione della corte d'appello, Genova,
Sabrina Monteverde - pubblico ministero responsabile per indagini, Genova;
Altri magistrati in via di definizione
IMPUTATI/CALUNNIATI : Dr.ssa Olga Babenko, cittadina non italiana, e altre 5 persone, cittadini italiani (tra cui l’ex marito e altre persone sconosciute del tutto e conosciute poco)
REATO ATTRIBUITO: ipotetica e non provata ingiuria che secondo la calunniatrice assistente sociale Silvia Miano, del comune di Sesta Godano (La Spezia), le sarebbe stata detta nel momento quando la stessa restituiva bambini rapiti con abuso di potere (le ipotetiche frasi sono: “Ecco la venditrice dei bambini! Guardate com’è con la minigonna, vergognati!” – attribuita alla Dr.ssa Babenko; “Vergognatevi”, “Maledette”, “Stupida, fai cose da stupida”, “Miss Pechino, hai violato la convenzione dei diritti del fanciullo” – attribuite agli altri coimputati). Si precisa che la Silvia Miano aveva rapito due bambini, figli della Dr.ssa Babenko e del suo coniuge italiano, in unità con altri complici e aveva chiesto 300 000 (trecento mila) euro in cambio di loro liberazione, i bambini sono stati liberati grazie agli interventi delle Forze dell'Ordine italiane ed Europee dopo 45 giorni;
PARTE LESA DAI REATI: la Dr.ssa Olga Babenko e la sua famiglia, altri coimputati;
PARTE CALUNNIATRICE: l' assistente sociale Miano Silvia (Sesta Godano, La Spezia) e due sue colleghe, complici del reato di sequestro dei bambini e di altri reati, l'operatrice Corso Fiorella e l'autista Paola Gargano;
TESTIMONI E PROVE DELLA PARTE CALLUNIATRICE: la parte calunniatrice non ha presentato testimoni né alcun altro tipo di prova, nessun atto di proprio ufficio;
TESTIMONI E PROVE DELLA DR.SSA BABENKO: un carabiniere, 3 testimoni invitati (un giornalista, un proprietario di un bar e un cittadino presente occasionalmente ai fatti) e 1 non invitato per omissione dell'avvocato (il Console Estone), fotografie della consegna, atti, istanze
TESTIMONI SENTITI: un carabiniere (nominato dal pubblico ministero), un giornalista del giornale "Il Secolo XIX", un proprietario di un bar;
TESTIMONE NON SENTITO RITENUTO SOVRABBONDANTE: un cittadino presente occasionalmente ai fatti;
TESTIMONI IMPORTANTI NON SENTITI: il Console d'Estonia e Agenti di Polizia e Carabinieri che erano presenti sul posto nel momento della consegna per garantire l'ordine pubblico e l'incolumità ai minori;
PRIMA UDIENZA PRESSO IL GIUDICE DI PACE DI GENOVA DR. FILIPPO SANTARELLA
Tentativo di trattazione, la parte calunniatrice estorce il denaro e lettere delle scuse dalle persone calunniate, nonostante la legge prevede che il ritiro della querela deve essere incondizionato, il giudice omette di osservare la legge e non spiega alla parte calunniatrice che il ritiro deve essere incondizionato e non tramite l'estorsione di denaro. La parte calunniatrice si rifiuta di ritirare la querela, pretendendo il denaro.
SECONDA UDIENZA PRESSO IL GIUDICE DI PACE DI GENOVA DR. FILIPPO SANTARELLA
Vanno sentiti il carabiniere, la parte calunniatrice assistente sociale Silvia Miano e le sue colleghe complici del reato di sequestro dei minori, l'operatrice Corso Fiorella e l'autista Paola Gargano.
La Miano entra in contraddizione tale che il giudice Santarella inizia a ridere, non riuscendo a trattenersi (la donna dichiara che sul posto della consegna c’era “una marea di persone coi cartelli, in questa marea di persone c'erano solo due donne”, poco dopo sostiene che “c’erano 4 o 6 persone”, poco dopo dice che “c’era una sola donna con un cartello”, e altro simile). La Miano non riesce a ricordare la frase attribuita alla Dr.ssa Babenko e alle altre persone calunniate, usa più volte imprecazioni del tipo “troia”, “faccia da troia”, mostrando l'inclinazione e dimestichezza con tale linguaggio. Il suo racconto è pieno delle menzogne e falsità, la donna non presenta nessun atto di proprio ufficio per provare proprie affermazioni, tra cui l’affermazione delirante e falsa di essere affidataria (sic!) dei minori e non criminale-rapinatrice, ed entra in contraddizione con prove fotografiche.
Dichiara che tutte le persone che l'avrebbero insultato, sono state identificate dai carabinieri, liberando con ciò la Dr.ssa Babenko da ogni responsabilità, in quanto non identificata dai carabinieri e non presente sul posto nel momento dell’arrivo dell’assistente sociale (che è arrivata sul posto 15-20 minuti dopo la consegna dei bambini, quando la dottoressa era già andata via).
Le dipendenti della Miano, Corso e Gargano, sentite come testimoni di sé stesse, fanno dichiarazioni contrari a quelle della Miano, dichiarano di “non ricordare” se la Dr.ssa Babenko aveva detto qualcosa o meno, mentre la prova fotografica attesta che le donne si trovavano dietro alle spalle della famiglia della dottoressa e hanno visto e sentito tutto, tra cui le parole d’amore verso figli. Anche le Corso e Gargano usano più volte imprecazioni “troia” e “faccia da troia”, senza avere un minimo di decoro e di buon costume, mostrando una dimestichezza all’uso delle imprecazioni e del linguaggio osceno, indegno per una donna.
Tutte le donne calunniatrici erano entrate in contraddizione con le proprie affermazioni precedenti, dimostrando di essere disoneste e di compiere il reato di falso ideologico e di falsa testimonianza.
Il carabiniere ha testimoniato che le Miano/Corso/Gargano mentono e compiono reati di calunnia, diffamazione e falso ideologico, offrendo la versione dei fatti diversa da quella presentata prima. Il carabiniere ha testimoniato che la Dr.ssa Babenko non è stata identificata e che non si trovava sul posto, essendo totalmente estranea ai fatti; ha detto di non averla mai visto, mentre altre persone calunniate sono state identificate tutte.
Il fatto che la calunniatrice Miano Silvia ha detto che le persone che insultavano sono state identificate tutte e il Carabiniere ha testimoniato che la Dr.ssa Babenko non è stata identificata conferma la totale estraneità della dottoressa ai fatti.
TERZA UDIENZA PRESSO IL GIUDICE DI PACE DI GENOVA DR. FILIPPO SANTARELLA
Sono stati ascoltati la Dr.ssa Babenko, il suo ex congiunge, alcuni degli coimputati, i testimoni della Dr.ssa Babenko: un giornalista e un proprietario di un bar, il terzo testimone è stato mandato via senza essere sentito, in quanto ritenuto sovrabbondante, viste tutte le prove assunte in favore della Dr.ssa Babenko.
Dr.ssa Babenko presentava tante prove documentali dei reati della parte calunniatrice, compreso foto e testimonianze scritte, i testimoni testimoniavano chiaramente che la parte calunniatrice ha mentito alle Autorità Giudiziarie, che la Dr.ssa Babenko non ha pronunciato alcun tipo di ingiurie né prima della consegna dei minori né dopo; che nessuno aveva pronunciato ingiurie sul posto della consegna, che la Miano & Corso/Gargano avevano aggredito persone con macchine fotografiche sul posto della consegna dei bambini e avevano chiamato carabinieri per impedire ai giornalisti di pubblicare articoli sulla consegna dei minori liberati dal sequestro, compiendo il reato di violenza privata contro giornalisti.
L’ex coniuge della Dr.ssa Babenko, cittadino italiano, ha dichiarato che la dottoressa non ha mai usato linguaggio primitivo e osceno attribuitole dall’assistente sociale non laureata e dalle compagne non laureate della stessa, né prima del matrimonio, né dopo.
QUARTA UDIENZA PRESSO IL GIUDICE DI PACE DI GENOVA DR. FILIPPO SANTARELLA
Dibattimento. La pubblico ministero (il nome è in via di chiarimento) insulta la Dr.ssa Babenko, fa un discorso pieno di falsità, diffamazioni e ingiurie contro la famiglia della dottoressa, compiendo il reato doloso di falso ideologico e di favoreggiamento alla parte calunniatrice; non parla delle prove presentate, dichiara che per lei l’assistente sociale era affidataria dei minori anche se non esiste un decreto previsto dalla legge e avente efficacia legale del tribunale dei minori. Anche l’avvocata della parte calunniatrice, Barbara Terragna, si abbassa ad insultare la Dr.ssa Babenko, dandole “fannullona che non ha mai lavorato” (sic!) e affermando che la dottoressa riceve sussidi dal comune per vivere, senza presentare un documento di prova, compiendo reati dolosi di ingiuria e falso ideologico. Alla fine parlano avvocati difensori, ricordando che la parte calunniatrice non ha presentato prove del proprio dichiarato, che il carabiniere ha testimoniato contro la parte calunniatrice e che due testimoni della Dr.ssa Babenko hanno confermato la versione del carabiniere e della Dr.ssa Babenko; è stato rilevato che Dr.ssa Babenko è estranea ai fatti in quanto non identificata dai carabinieri, mentre la parte calunniatrice ha affermato che tutti quelli che avrebbero insultato sono stati identificati.
SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE DI GENOVA DR. FILIPPO SANTERELLA
Il giudice assolve l'ex coniuge della Dr.ssa Babenko e un coimputato cittadino italiano per “mancanza di prova” (sic!) e condanna la dottoressa e altri 2 cittadini italiani, scrivendo nel testo della sentenza falso ideologico e menzogne, contrari alle prove acquisite pur di favoreggiare la parte calunniatrice e per procurarle l’impunità per il reato di calunnia. Il giudice ha omesso di indicare che la Dr.ssa Babenko è completamente estranea ai fatti, secondo le testimonianze del carabiniere e della parte calunniatrice stessa, che in più ha due testimoni sentiti e un testimone mandato via senza essere sentito. La versione dei fatti della Dr.ssa Babenko non si indica, come non si indicano i testimoni e le prove documentali, si trascrive falsamente solo la versione della parte calunniatrice, la parte calunniatrice si indica come affidataria dei minori, mentre non lo era; il giudice mente che le colleghe della parte calunniatrice avrebbero confermato la versione dei fatti della calunniatrice al posto di descrivere contraddizioni e affermazioni “non ricordo”. La sentenza viola l’art. 546 c.p.p (requisiti delle sentenze).
UDIENZA D’APPELLO DAVANTI AL GIUDICE MONOCRATICO DI COGNOME GIUSEPPE DAGNINO, IN FUNZIONE DELLA CORTE D’APPELLO
L’udienza dura circa quaranta minuti, parlano solo avvocati. Si sottolinea l’estraneità della Dr.ssa Babenko all’episodio, in quanto estranea al fatto, la testimonianza a favore del carabiniere e di due testimoni sentiti, “non ricordo” delle "testimoni" della calunniatrice, loro stessi calunniatori, contraddizioni e il rifiuto di presentare atti d'ufficio della calunniatrice.
Il giudice Dagnino proclama innocenti due cittadini italiani, identificati dai carabinieri e non aventi testimoni, e la Dr.ssa Babenko proclama colpevole, dando l’esempio dell’odio razziale e della persecuzione degli stranieri onesti in Italia. La sentenza è piena del falso delirante, la versione della dottoressa non si indica, i suoi testimoni si indicano nelle righe dedicate ad un altro calunniato, si nasconde la testimonianza del carabiniere, non si spiega in quale maniera sono stati assolti cittadini non aventi testimoni e la dottoressa è stata condannata avendo ben 3 testimonianze di propria innocenza, tra cui quella del carabiniere! Anche questa sentenza non corrisponde ai requisiti previsti dalla legge per le sentenze, l’art. 546 c.p.p., anche il giudice Dagnino ha violato la legge e ha compiuto reato di omissione di atti d’ufficio, falso ideologico e favoreggiamento alla parte calunniatrice con lo scopo di procurare l’impunità per reati compiuti.
Tranne violazioni suindicate, alla parte calunniatrice non è stato chiesto di provare il danno subito, mentre cittadini semplici hanno sempre il dovere di provare i danni subiti. Come mai la Silvia Miano non è uguale agli altri cittadini? Perché questa donna non deve essere trattata in misura uguale agli altri cittadini? Se la donna non ricorda di cosa aveva accusato/calunniato innocenti, di quali danni si può parlare?
In più, il giudice ha omesso di applicare le attenuanti, vista la nefandezza e odiosità dei reati compiuti dall’assistente sociale Miano: si tratta del sequestro di due bambini e dell’estorsione di 300 000 euro per la loro liberazione.
Visto che l’assistente sociale Miano vendeva i bambini alla famiglia, a prezzo di 300 000 euro, compiendo azioni consapevoli di vendita dei bambini e di estorsione del denaro, ed essendo la venditrice dei bambini-merce, la stessa era veramente la venditrice dei bambini, e quindi, la frase attribuita alla Dr.ssa Babenko non è affatto ingiuria ma la descrizione delle attività "lavorative" dell’assistente sociale Miano. Si precisa, che sul posto della consegna dei bambini erano presenti Autorità Internazionali, e l’assistente sociale Miano, pubblico ufficiale, apparendo in un abito corto stretch con spacchi nei quali si vedeva la parte superiore delle cosce, di colore nero lucido con fiori rosso-fuoco, che scintillava nella luce del sole, in una situazione relativa alla consegna dei minori sequestrati, ha umiliato l’Italia al livello internazionale, vilipendiando il proprio paese.
UDIENZA ALLA CORTE DI CASSAZIONE (del 22/01/2010)
Giudici della corte di cassazione (i nomi ancora non si sanno, in quanto non è arrivata ancora la sentenza) hanno rigettato il ricorso, senza avere un motivo legale, compiendo loro stessi il reato di omissione di atti d’ufficio e di discriminazione razziale, omettendo di attivare procedimenti penali e disciplinare contro giudici Santarella e Dagnino per reati compiuti, tra cui il falso ideologico con lo scopo di favoreggiamento e omissione di svolgere il dovere d’ufficio, emettendo le sentenze con modalità prescritte dalla legge.
Come si vede, non solo la dottoressa Babenko ma anche il carabiniere testimone e il giornalista-testimone sono stati discriminati e denigrati come cittadini, non essendo la loro testimonianza presa in considerazione alcuna e neanche indicata nei testi delle sentenze.
C’è da chiedersi, i giudici stanno compiendo reati essendo corrotti dall’assistente sociale Miano Silvia, non laureata ed esercente il mestiere abusivamente, o per motivi dell’odio razziale personale verso stranieri onesti??? I GIUDICI E I PUBBLICI MINISTERI DISONESTI COINVOLTI, A VOI LA RISPOSTA: PERCHÉ VIOLATE LA LEGGE!? SIETE STATI CORROTTI O SIETE PIENI DELL’ODIO RAZZISTA?
Notizie recenti: si prepara di andare a Strasburgo e alle altre Autorità Europei per la difesa dei diritti umani.
La Dr.ssa Olga Babenko cerca sostegno dei cittadini italiani onesti per essere protetta dai reati dei magistrati italiani e per obbligare i magistrati di osservare la legge. La Dr.ssa Babenko chiede anche la punizione penale e civile dei criminali che avevano compiuto il reato di sequestro dei suoi figli nel 2003 (il sequestro ha durato 45 giorni, il prezzo di riscatto 300 000 euro, fino ad oggi nessuno è punito, mentre i criminali hanno causato gravi danni ai bambini e alla vita della famiglia).
Contatto con la Dr.ssa Babenko: (0039)3402741271 ore ufficio giorni lavorati tranne il sabato; olgababenko@yahoo.it
Avvocati che al momento stanno seguendo il procedimento: studio dell’Avv. Claudio Defilippi.
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